Dante (1882-1955)

Di nascita danese, Harry August Jansen (il suo vero nome) si trasferì giovanissimo negli Stati Uniti dove divenne uno dei maghi da palcoscenico di maggior successo. Iniziò ad occupasi di magia costruendo grandi illusioni e si decise ad intraprendere la carriera di mago dopo aver conosciuto ed essere stato incoraggiato da Horace Goldin. Intorno al 1922 entrò a far parte della compagnia del grande Howard Thurston che gli diede il nome "Dante" e lo designò ufficialmente come suo successore. Girò per l'America e poi anche in Europa con un proprio spettacolo (che attingeva fortemente alla magia di Thurston) riscuotendo sempre grandissimo successo.
Grande artista del palcoscenico, Dante univa i classici numeri di manipolazione di quel periodo (la moltiplicazione delle palle da biliardo, anelli cinesi, carte e fazzoletti) a incredibili illusioni di cui custodiva gelosamente il segreto. È per questo che, sono pochi i filmati che ci rimangono dei suoi spettacoli che non desiderava venissero ripresi. Della sua popolarità si occuparono molto anche i giornali dell'epoca che a volte riportarono i segreti che si nascondevano dietro le sue illusioni ma, da brillante artista quale era, Dante rispondeva ogni volta eseguendo i suoi numeri con piccoli stratagemmi abilmente pensati per convincere pienamente il pubblico che i metodi da lui usati non potevano assolutamente essere gli stessi descritti nelle pubblicazioni dei giorni precedenti (nonostante si trattasse esattamente di quelli).
Un esempio del suo estro è rappresentato dalla sua creazione del numero "Behind the Scenes With a Magician" ("Dietro le quinte col mago", copiatissimo fino ad oggi in molteplici differenti versioni), in cui il prestigiatore esegue una serie di giochi magici dando le spalle al pubblico che può vedere divertito i segreti da lui usati come se assistesse allo spettacolo da dietro le quinte, ma che alla fine rimane comunque meravigliato da una serie di sorprese inattese ed inspiegabili.
Per eseguire il numero, Dante offriva le spalle alla vera platea rivolgendosi ad una finta platea ricca di spettatori dipinta sul sipario e al termine dell'illusione, delle mani vere uscivano da apposite fessure del sipario per applaudire.
Dante è stato anche ospitato spesso dalle radio ed è apparso in alcuni film tra i quali nel 1942 "A Haunting We Will Go" (Sim Sala Bin) con Oliver Hardy e Stan Laurel, dove si può ammirare parte della sua magia.

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